Gli Incantesimi di Storia e Design

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C'Incanta, Trebbiano d'Abruzzo, 
Cantina Tollo.

Il produttore, della provincia di Chieti, comunica che questo vino è stato "creato per celebrare il cinquantesimo anniversario della fondazione della Cantina" e in particolare che "questo Trebbiano è il risultato di una sperimentazione: reintrodurre la fermentazione spontanea alla maniera degli anni '60".
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L'illustrazione in etichetta è al tempo stesso tradizionale e gigionesca, figlia di un folkore e di una gioia di vivere tutta italiana. Una bella immagine, coraggiosa se vogliamo, che celebra con ironia il "mito" del buon vino. Ma veniamo al nome del vino: C'Incanta. Subito una difficoltà di lettura e di fonetica, dovute all'apostrofo. Ma questo piccolo "neo" viene superato e "recuperato" dalla bellezza della parola "incanto", dal suo magico significato. In effetti il vino (e i suoi effetti socializzanti, come ben comunica l'illustrazione qui evidenziata) è un incanto, di fermenti e d'intenti. "C'Incanta" quindi è un nome originale, che colpisce, che rimane, che alla fine incanta. Coerente con la volontà di trasmettere la preziosità di questo vino, per la sua lavorazione, per la ricerca di una qualità finale che possa ottenere grande considerazione da parte degli avventori. Meno coerente con il concetto di eccellenza è l'immagine della "gozzoviglia" dionisiaca dei festanti contadini, ma questo, come abbiamo detto, fa parte di un rischio calcolato che ha elementi compensatori nel percepito finale, nella festosita "tipica". Una critica finale va al logo aziendale "Cantina Tollo", dal design filante ma poco emozionale.