Les 7, Champagne, Laherte Freres.
Stiamo parlando di uno Champagne atipico. Sia pure ad opera di una Maison storica (1889) che attinge a radici culturali e colturali di grande spessore e profondità. Perché è uno Champagne fuori dagli schemi? Perché invece di essere prodotto con 2 o 3 tipi di uve (come solitamente accade per questo tipo di vino spumeggiante) ne può enumerare ben 7 nel proprio DNA vitivinicolo. E tutto questo è ben evidenziato con il nome di queste bollicine francesi: “Les 7”. Iniziamo con l’elenco dei vitigni che sorprenderanno anche i più esperti: Chardonnay, Pinot Meunier, Pinot Blanc, Petit Meslier, Pinot Noir, Fromenteau, Arbanne, in ordine di “apparizione” (cioè di percentuale apportata). Ma torniamo all’etichetta: le 7 varietà di vitigno vengono letteralmente (e graficamente) sottolineate con 7 tracce colorate al centro del packaging. 7 pennellate di colore che vanno dal carminio al viola, passando per sfumature ocra e verdi. Insomma, uniformità di comunicazione con un piglio creativo che rende il tutto considerevolmente originale. Questa etichetta, infatti, posta al confronto con le etichette classiche dello Champagne, si staglia nettamente sullo scaffale. Eppure siamo di fronte ad una cantina storica, dove però le nuove generazioni hanno deciso di intraprendere una comunicazione più giovane e spigliata. Non rinunciando a produzioni estemporanee ma anche decidendo di agire in un ambito biodinamico. In pratica: gli elementi per il successo ci sono tutti.
