La Basilicata non è Così Arida come Sembra


Gelso Bianco, Malvasia, Tenuta i Gelsi.

Come scrive giustamente il produttore nelle pagine del proprio sito internet, un vino bianco in Basilicata è abbastanza raro. Laddove regna sovrano un rosso di grande spessore (gustativo e cromatico): l’Aglianico. In questa regione d’Italia spesso dimenticata, se di bianco dobbiamo parlare allora è una Malvasia. La Tenuta i Gelsi l’ha chiamata “Gelso Bianco”, legando indissolubilmente la percezione del prodotto al noto, dolce, inebriante, profumo dei fiori di questa pianta. L’etichetta è particolare: la carta innanzitutto è di quelle “a spessore”, quasi spugnosa. Il carattere di scrittura del nome del vino è originale, probabilmente realizzato apposta per questa edizione. Il disegno del frutto del gelso sulla destra (praticamente come una mora ma chiara) è realizzato “tutto d’un tratto” con uno stile che incuriosisce. Il tratto è puntinato con macchie di colore verde acceso che creano un connubio con l’immaginario di un grappolo d’uva. In basso a sinistra troviamo un logo sempre in verde: sembra essere la “G” di Gelsi; e quindi il nome dell’azienda. Etichetta originale, pulita, impattante, simpatica e anche significativa. Una ventata di novità in un territorio che ancora fatica ad uscire dal proprio isolamento. E poi, trovare una fresca e scattante Malvasia in un arido entroterra è sempre un buon bere, soprattutto in estate.