L’azienda, one-man-band, è prevalentemente una apicoltura. Ma si sa che le api vanno d’accordo con la natura, e con essa la vite e il vino. Per cui ecco anche una linea di vini assolutamente biologici e, diremmo anche, con etichette dai colori antagonisti. Ma andiamo con ordine. Ecco come si definisce il titolare dell’azienda: “Il suo sogno era un mondo più pulito, onesto, trasparente. E nella sua azienda agricola a Casteggio un po’ di quel sogno lo ha realizzato: qui tutto è Bio, come lui caparbiamente ha voluto. Con 2.000 alveari è oggi uno dei maggiori apicoltori biologici italiani, spesso presente in convegni e iniziative delle più accreditate associazioni di produttori”. Insomma, la garanzia di genuinità del vino di questa azienda è data da tutte quelle api intorno. Questo rosato da Pinot Nero in purezza si chiama “Rosa di Pinot”, nome descrittivo, funzionale, diretto. Nella grafica giganteggia una scritta verticale che rivendica la gestione agronomica BIO. A dire il vero il nome del vino non è cromaticamente ben leggibile, ma pazienza. Alla base troviamo il logo del produttore (un sole) ma non il suo nome. Piuttosto leggiamo “frizzante” e la conferma del “bio”. Il tutto ha un certa originalità anche se migliorabile nelle dinamiche di percezione dei vari elementi. Colori insoliti per un vino, viola e ocra, che però, sicuramente, si fanno notare a scaffale.
