Un Porto Secolare: il Gusto in una Botte di Ferro (anzi, di Legno)


Tawny Port 30, Quinta da Vacaria.

Azienda portoghese dal 1616. Un storia secolare da raccontare ammirando le colline del Douro. 42 ettari di vigneti che prediligono varietà autoctone come l’Arinto, il Viosinho, il Gouveio Real, il Rabigato, il Roriz, etc. E a parte vini di produzione “classica”, c’è logicamente il Porto. Di questa bottiglia il produttore scrive: “Questo Tawny Port di 30 anni vanta una tonalità rame-oro con sfumature verdastre. Rivela aromi complessi di caffè e rovere invecchiato. Al palato, offre un perfetto equilibrio tra acidità vibrante e alcol morbido, offrendo un finale elegante e persistente”. Parla di sfumature cromatiche da intercettare visivamente nel magico nettare, che però si ripresentano anche in etichetta, con un pronunciato inchiostro dorato. Sfondo nero, il numero 30 relativo all’invecchiamento in grande evidenza al centro (come giusto che sia), la “V” di Vacaria come orgine (capolettera) del nome aziendale e dei ghirigori che caratterizzano questa etichetta. Bella, preziosa, storica. Perché questo Porto è un “Tawny”? Significa che si tratta di un blend di vini di annate diverse affinati in botti di rovere (in questo caso per 30 anni) che sviluppano aromi ossidativi e un colore più chiaro e brunito. Le differenze principali rispetto a un Porto “normale”: il metodo d’invecchiamento in botte piccola di legno con ossidazione prolungata per il Tawny mentre per il Porto Ruby o Vintage si promuove meno contatto con il legno e più in bottiglia per preservare freschezza e frutto.

Un Azzurro Dorato che Nobilita il Rosato


Azur Touch, Rosato.

Un prodotto di base, rosato, prodotto con vitigni non meglio precisati, venduto nella GDO, senza troppe pretese (visto il prezzo molto contenuto), ma con un’etichetta attraente. Il nome innanzitutto: “Azur Touch” un tocco di azzurro (ci vuole per fare il paio con il rosa, colore del vino) e la sottostante definizione regolamentata che recita “Méditerranée IGP”. Il richiamo è alla Costa Azzurra, ai rosati freschi, da piatti di pesce, alla bella vita di Saint-Tropez e tutto quello che, iconograficamente, ne consegue. Tutto in un’etichetta? Certo. E poi è bello notare anche la grafica, molto colorata, festosa, fantasiosa, perfettamente in linea col il racconto intrapreso con il nome, con gli stilemi delle località di mare del sud della Francia, l’ulivo, il timo, il ligustro, il fico d’india, e chi più fantasia ha più ne metta. Il nome principale di questo vino è stampato in rilievo e in oro, brilla e impreziosisce. La scritta “touch”, in corsivo, si legge poco ma qualcosa aggiunge. La denominazione “Méditerranée” colloca e fa vibrare una brezza marina. Insomma, una bella operazione di packaging e di marketing a monte. E il prodotto? Come detto all’inizio non potrà essere il vino dell’anno, ma la sua bella figura la fa, a tavola, con quel vestito gioioso.


Dal Marmo al Grappolo è un Attimo


Pià della Tesa, Botticino Doc, Noventa.

Un indizio per la spiegazione di questa originale etichetta ce lo fornisce direttamente il produttore nella scheda di prodotto che troviamo nel sito internet aziendale: “I vigneti sono situati nel comune di Botticino nell’anfiteatro di colline botticinese, dove la natura del terreno ed il particolare microclima sono da sempre vocati alla coltivazione della vite. Le radici delle viti poggiano e penetrano nel marmo di Botticino che costituisce queste colline. Ne consegue un importante assorbimento di minerali, che poi ritroviamo nella sapidità del vino”. Vediamo infatti, come elemento grafico protagonista nell’etichetta, una conchiglia fossile (infatti AI ci dice: “il marmo Botticino è un calcare micritico compatto di colore beige, noto commercialmente come marmo nonostante la sua origine sedimentaria”). La conchiglia si trova sotto il livello del terreno e da essa scaturisce il tralcio rigoglioso di una vite. I toni cromatici sono molto intensi: domina un rosso vivo nella parte superiore del packaging, dove spicca a sua volta il verde delle foglie e il carminio dei grappoli. In alto troviamo il logo/nome aziendale, in giallo, con una stilizzazione di un sole ancestrale al posto della “o” di Noventa. Alla base il nome del vino, “Pià della Tesa”, evidentemente una collocazione geografica delle vigne. Il vino è biologico ed è composto dai vitigni: Barbera, Sangiovese, Marzemino e Schiava Gentile.