Natureo, Garnacha e Syrah, Torres.
L’azienda spagnola Familia Torres ha portato sugli scaffali italiani uno dei primi vini dealcolati industriali (e commercialmente organizzati per la GDO). La legislazione non è ancora chiara (in Italia) ma nel frattempo all’estero si stanno attrezzando. Che dire? Si tratta di un vino/non-vino. Cioè, come nome, o se vogliamo come definizione merceologica, non dovrebbe chiamarsi vino, perché non lo è. Il vino come lo conosciamo da millenni è quella bevanda a base di uve fermentate che ha diversi gradi alcolometrici. Questo vino quanto meno dichiara apertamente la sua condizione: si chiama “0,0”. Scritto bello grande al centro dell’etichetta, sia pure con uno stile grafico e illustrativo. A dire il vero i nomi sono due, perchè in alto leggiamo “Natureo”. In ogni caso il richiamo alla naturalità è ben presente (nel nome in alto e nello stile floreale al centro). Ma perchè alludere alla natura/naturalità? Perchè è senza alcol? A ben vedere è natura anche quella che provvede a trasformare gli zuccheri in alcol, con il processo fermentativo. Sicuramente le strade comunicative che dovranno prendere i vini dealcolati non saranno di facile percorribilità. Puntare sulla salute? Sicuramente. Sul gusto? Assolutamente necessario per fugare ogni dubbio di “consistenza” organolettica laddove l’alcol non supporta più l’equilibrio complessivo del nettare degli Dèi. A proposito, un vino senza alcol può ancora essere così definito? Nettare di sicuro, ma gli Dèi, secondo noi, avrebbero qualcosa da obiettare.
























