Tutto Chiaro e in Buon Ordine, in Curtefranca
Un Rosso, Nero, in Terre da Bianco
Mantorosso, Pinot Nero, Muratori.
Una dicotomia in etichetta ha richiamato la nostra attenzione: è un Pinot Nero ma si chiama “Mantorosso”. E comunque, come disciplinare si tratta di un “Igt Sebino”. A parte i giochi di parole, siamo in Franciacorta, come territorio. Quindi Lago d’Iseo (detto anche Sebino), Lombardia. Una zona di produzione nota soprattutto per le bollicine e quindi per vini bianchi. Qui invece è stato prodotto e imbottigliato un rosso, sperimentando il Pinot Nero in un territorio tutto sommato piuttosto a Nord, quindi ci sta, prendendo come riferimento Enotria, il nostro paese. Bel nome Mantorosso, allude al fatto che le uve di questa tipologia hanno buccia scura e cuore chiaro. L’acino quindi è avvolto da un mantello rosso che protegge il succo e dona le sfumature di sapore, fini e delicate, tipiche del Pinot Nero. L’etichetta di questo noto produttore franciacortino è molto semplice, pulita, ordinata, chiara. Il nome del vino in alto, subito sotto troviamo il nome del vitigno, al centro la raffigurazione di un vigneto pianeggiante e alla base il logo e il nome del produttore. Tutto molto preciso, senza colpi di testa, o meglio, senza stranezze. Con una particolarità: la carta dell’etichetta, dove viene tracciato il disegno centrale, presenta dei rilievi che enfatizzano l’illustrazione con un effetto, con la luce giusta, di tridimensionalità. Molto bene.
Giocando con la Serietà dello Champagne
Il Pesce Giusto con lo Champagne (No, non è Questo)
Un Whisky Forte e Gentile, ma Anche Malandrino
Parole in Evidenza per un Vitigno Francese “delle Venezie”
Chardonnay, Pizzolato.
Bottiglia (ed etichetta) molto particolare per questo Chardonnay “delle Venezie” ad opera di un grosso produttore veneto. Partiamo dal vetro, tutt’altro che comune. La bottiglia, come forma, ricorda una “borgognotta”, ma nella sua interezza è “butterata”. Cioè presenta una trama puntinata in rilievo. Questo significa, logicamente, costi in più e un incarico particolare per la vetreria che la produce. Siamo nell’ambito della personalizzazione accurata. Sempre parlando del vetro della bottiglia, da notare, alla base, la scritta in (basso)rilievo “organic”. Una specifica opportuna visto che questa azienda produce in regime biologico. Passiamo alla carta dell’etichetta, anch’essa ruvida al tatto, con un taglio lineare in basso e uno irregolare in alto. Marchio e nome dall’azienda sul lato destro e una texture molto particolare al centro, fatta di molte parole, alcune di esse evidenziate con inchiostro nero. Sono: biologico, equilibrio, impegno, responsabilità, cambiamento. Le parole non sono gettate lì a caso, bensì sono parte integrante di un racconto che si dipana per tutta l’ampiezza del packaging. Gran lavoro creativo e tecnico. Per sorprendere, certo, ma anche per trasmettere valori pregnanti che riguardano la storia e la produzione dell’azienda.
Un Chiaretto in Rosa e Arancione
Chiaretto di Bardolino, Giulio Pasotti.
Mediamente Soddisfacente, Come un Sangiovese Qualunque
Corteoro, Toscana Rosso (Sangiovese), Guidacciolo.
Partiamo dal fatto che “Guidacciolo” non è un cognome di origine toscana, bensì del Sud Italia. Per il resto, la prima impressione è quella di un’etichetta molto classica, molto toscaneggiante, molto arcaica, anzi… araldica. Molta finzione, ma ben organizzata. A partire dal grande stemma centrale ricco di riferimenti storici e iconografici. Una corona, due leoni, delle teste di moro tipicamente sarde, un’aquila al centro che sembrerebbe sabauda. Insomma, tutta l’Italia. La carta dell’etichetta è di quelle preziose, ruvide, ma in senso buono, ciòè tattili. La stampa è nero su bianco, con due scritte in rosso: Guidacciolo e Prodotto in Italia. Si tratta infatti di un vino dedicato commercialmente soprattutto all’estero. Un vino ecoomico, da mass market, ma che “osa” presentarsi con una veste nobilitante. Nulla di sorprendente, intendiamoci: gli elementi che compongono l’insieme sono tutti piuttosto stereotipati. Ma la modalità grafica con la quale vengono proposti conferisce un certa preziosità. Una titolarità insomma, che fa la sua bella figura. Sia pure con semplicità ed economicità per quanto riguarda la scelta creativa e la stampa. Promosso? Bocciato? In medio stat virtus. E noi ci accontentiamo di concludere così.







