Giocando con la Serietà dello Champagne
Il Pesce Giusto con lo Champagne (No, non è Questo)
Un Whisky Forte e Gentile, ma Anche Malandrino
Parole in Evidenza per un Vitigno Francese “delle Venezie”
Chardonnay, Pizzolato.
Bottiglia (ed etichetta) molto particolare per questo Chardonnay “delle Venezie” ad opera di un grosso produttore veneto. Partiamo dal vetro, tutt’altro che comune. La bottiglia, come forma, ricorda una “borgognotta”, ma nella sua interezza è “butterata”. Cioè presenta una trama puntinata in rilievo. Questo significa, logicamente, costi in più e un incarico particolare per la vetreria che la produce. Siamo nell’ambito della personalizzazione accurata. Sempre parlando del vetro della bottiglia, da notare, alla base, la scritta in (basso)rilievo “organic”. Una specifica opportuna visto che questa azienda produce in regime biologico. Passiamo alla carta dell’etichetta, anch’essa ruvida al tatto, con un taglio lineare in basso e uno irregolare in alto. Marchio e nome dall’azienda sul lato destro e una texture molto particolare al centro, fatta di molte parole, alcune di esse evidenziate con inchiostro nero. Sono: biologico, equilibrio, impegno, responsabilità, cambiamento. Le parole non sono gettate lì a caso, bensì sono parte integrante di un racconto che si dipana per tutta l’ampiezza del packaging. Gran lavoro creativo e tecnico. Per sorprendere, certo, ma anche per trasmettere valori pregnanti che riguardano la storia e la produzione dell’azienda.
Un Chiaretto in Rosa e Arancione
Chiaretto di Bardolino, Giulio Pasotti.
Mediamente Soddisfacente, Come un Sangiovese Qualunque
Corteoro, Toscana Rosso (Sangiovese), Guidacciolo.
Partiamo dal fatto che “Guidacciolo” non è un cognome di origine toscana, bensì del Sud Italia. Per il resto, la prima impressione è quella di un’etichetta molto classica, molto toscaneggiante, molto arcaica, anzi… araldica. Molta finzione, ma ben organizzata. A partire dal grande stemma centrale ricco di riferimenti storici e iconografici. Una corona, due leoni, delle teste di moro tipicamente sarde, un’aquila al centro che sembrerebbe sabauda. Insomma, tutta l’Italia. La carta dell’etichetta è di quelle preziose, ruvide, ma in senso buono, ciòè tattili. La stampa è nero su bianco, con due scritte in rosso: Guidacciolo e Prodotto in Italia. Si tratta infatti di un vino dedicato commercialmente soprattutto all’estero. Un vino ecoomico, da mass market, ma che “osa” presentarsi con una veste nobilitante. Nulla di sorprendente, intendiamoci: gli elementi che compongono l’insieme sono tutti piuttosto stereotipati. Ma la modalità grafica con la quale vengono proposti conferisce un certa preziosità. Una titolarità insomma, che fa la sua bella figura. Sia pure con semplicità ed economicità per quanto riguarda la scelta creativa e la stampa. Promosso? Bocciato? In medio stat virtus. E noi ci accontentiamo di concludere così.





