Tutto Chiaro e in Buon Ordine, in Curtefranca



Ruc di Gnoc, Blend di Rossi, Majolini.

Nome molto bizzarro per questo rosso di Franciacorta. In dialetto. Che tradotto sarebbe il Ronco degli Gnocchi, come dire la collina del noto primo piatto realizzato con le patate. Non crediamo che si faccia riferimento proprio a quegli gnocchi. Forse si parla di asperità del terreno. Chi lo sa. Nel sito internet del produttore l’arcano non viene rivelato. Invece troviamo queste belle parole (nella scheda del medesimo vino): “Un quadro fatto di sapori di campagna, di vita rallentata, di stagioni che si esibiscono sul palcoscenico della natura. Il vino rosso che prende il nome dal ‘Ronco degli Gnocchi’, il magnifico vigneto d'alta collina coltivato da Valentino Maiolini dalla fine degli anni '60” (riferito al nonno fondatore, non senza una curiosità: il cognome di famiglia è proprio Maiolini con la “i” normale, mentre il marchio e il dominio internet è Majolini con la “j”). Il vino è composto da 4 vitigni: Cabernet, Merlot, Nebbiolo e Barbera. Ma a noi interessa la composizione dell’etichetta: molto lineare, veloce, pratica, con il nome del vino in alto, ben evidente (appena sotto a un enigmatico logo), poi la dicitura Curtefranca (sarebbe Franciacorta in linguaggio antico), quindi un cartiglio di ornamento, poi  “rosso” e alla base il nome/marchio del produttore. Il tutto ordinatamente centrato ed equilibrato (e incorniciato). Evviva!