Madamine Giullaresche nel Solco della Tradizione


Arvëdse, Blend di Rossi, Dacasto Duilio.

"Arvedze" (o arvëdse) in piemontese significa arrivederci. È un saluto informale comunemente usato per congedarsi, spesso accompagnato dall'augurio "arvëdse e ‘n gamb” (arrivederci e in gamba, ovvero “stammi bene”). Un'altra forma di saluto, più formale e tradizionale, è “Cerea”. Siamo ne profondo Piemonte, ad Agliano Terme, dove una famiglia coltiva 8 ettari di vigneti per una produzione minore nelle quantità, ma eccellente per qualità. Le etichette dei vini in gamma, come questa del “rosso base”, sono molto semplici nella stesura ma caratterizzate da una figura allegorica sulla sinistra. Si tratta di una rappresentazione femminile, da arte moderna, o meglio da arti antiche attualizzate. Potrebbe essere un Arcano Maggiore così come un figura medievale giullaresca. In sostanza apporta stile e carattere alla bottiglia. La scelta del nome del vino in dialetto amplifica la volontà di protrarre il senso di una tradizione antica che in Piemonte è ancora orgoglio popolare. Soprattutto nel mondo della produzione di vino. Da notare, in questa direzione, l’adozione della formula “cognome-nome”, non proprio corretta dal punto di vista semantico, ma ancora adottata da molti, da quelle parti. Le scritte in inglese rivelano la predisposizione al commercio estero che male non fa all’immagine e al fatturato.