E’ un Cipresso e Anche un Gran Varietà


Bolgheri Rosso, le Macchiole.

Il gioco forse vale la candela. Anche perché da quelle parti il vino, anche quello “base di gamma”, costa molto. La Costa Toscana infatti ha guadagnato fama e commercio negli ultimi anni. Sulla scia di iconografiche cantine che hanno fatto da apripista, come Tenuta San Guido del celebre Sassicaia. Il gioco in questo caso è tra la cultura (scrittura) orientale, in particolare quella giapponese, è la sintesi grafica di qualche designer italico. Nasce quindi volontariamente il qui-pro-quo di una illustrazione (al centro di questa etichetta) che somiglia proprio a una lettera dell’alfabeto nipponico ma che dichiaratamente rappresenta un cipresso. Il panorama pre-collinare di quelle zone, infatti, è caratterizzato da questo tipo di vegetazione, distintiva in generale della Toscana. Il produttore, le Macchiole, gioca su questo equivoco, al punto da farne una campagna di comunicazione che qui riportiamo. L’etichetta è estrema in semplicità e questo molte volte è apprezzabile. Forse qui fin troppo sobria, ma la sua forza di attrazione la esercita molto bene, se non altro stimolando la curiosità. Il vino, per la cronaca “tecnica”, si compone di ben 5 vitigni: Merlot, Cabernet Franc e Sauvignon, Syrah e Sangiovese. Un bel “varietà” che nasce in 4 vigne diverse. La bravura evidentemente sta nel mettere insieme il tutto. E nel rispettare l’estetica dei cipressi.