Santa Venere e Buonissima Calabria


Giorgia, Moscato, Akra (Tenuta Santa Venere).

Finalmente un produttore di vino che nel proprio sito internet racconta con competenza e passione il nome della propria azienda. E lo fa così bene che a noi non resta che riportare le sue esatte parole: “Akra (dal greco antico sommità, vetta) indica il punto più alto di un luogo, la parte più elevata di una città, ma anche il suo centro pulsante di vita. Si pensi alle acropoli greche akros (ἄalto), polis (città), che dalla posizione sopraelevata assolvevano al ruolo difensivo, religioso e politico. La vetta abbraccia con uno sguardo ampio l’orizzonte. La vetta è simbolicamente più vicina alla spiritualità e alla trascendenza. La vetta richiede radici più profonde. Akra è anche il nome antico della città di Acri: quattro lettere che indicano, con la brevità e la forza tipica della lingua greca classica, non solo la collocazione geografica del luogo, ma anche le caratteristiche territoriali e i suoi tratti distintivi. Ecco allora che l’etimologia di una parola diventa “etimologia di un luogo” e il suono si fa forma”. L’anima di questa azienda calabrese è Sindy Galasso, rientrata da una precedente attività in ambito finanziario a Londra, per valorizzare quello che di buono sa donare la Calabria (siamo nella zona di Castrovillari (Cosenza), ai piedi del Parco del Pollino). E poi c’è il nome del vino, “Giorgia”, e la sua etichetta molto elegante. Vediamo una figura di donna, sognante, con una rosa in mano. I tratti sono in parte in oro, lo stile molto originale, semplice ma completo, solare, emozionante. Lei è Giorgia e anche qui, nella spiegazione fornita dalla titolare, si deve risalire al greco. Il nome significa “colei che lavora la terra”. La bottiglia parla, racconta di storia e territorio e lo fa con una grazia che ammalia e che invita all’assaggio. Ancora una conferma per il favoloso mondo (italico) del vino: angoli di storia, di cultura e passione in ogni regione.