Il Nebbiolo Aiuta a Sognare Sotto le Stelle

Sogno d’an Piole, 
Nebbiolo e altri vitigni autoctoni, 
Giovanetto.

Ci sono diverse interpretazioni per il nome di questo vino: tutto ruota attorno alla parola “piole”. E alla vastità delle forme dialettali regionali d’Italia. La prima: le piole sarebbero l’equivalente piemontese di osterie e trattorie, insomma locali storici, spesso a conduzione familiare, dove si possono gustare piatti tipici accompagnati da vino rosso. Il tutto a prezzi popolari. La seconda interpretazione riguarda i “pali”, spesso in sasso, dove alligna la vite nel Canavese, nel nord Piemonte, vicino alla Valle D’Aosta. La terza possibile spiegazione si trova negli elenchi dei dizionari del dialetto piemontese: piola sta per ascia o accetta. La quarta, sembra la più probabile, riguarda la zona di coltivazione in località Montestrutto (bizzarro nome topografico) nella zona detta “Piole”. Naturalmente l’unica che non prendiamo per buona è la terza, perché “sognare sotto a un’ascia” non piacerebbe a nessuno. Stiamo quindi parlando dell’etichetta di un piccolo produttore, Adriano Giovanetto. Vediamo gli altri particolari: l’immagine, illustrata, mostra la particolare modalità di allevamento delle vigne, “appese” a strutture terrazzate e palizzate in sasso. La luce è quella della notte con il brillare delle stelle. Etichetta semplice ma emozionale che trova eleganza nei colori scuri e nei tratti in corsivo (con deficit di leggibilità in questo caso in favore di un po’ di poesia). Non si tratta di un buon esempio di comunicazione, bensì di un ottimo esempio di traduzione della tradizione, per chi riesce ancora ad apprezzarlo. Per la cronaca più tecnica, al Nebbiolo (Picotener) vengono aggiunte piccole quantità di “Vernassa dal Picul Rus” (detto anche Nerdala), di Neretto Gentile e di Neretto Nostrano (varietà locali).