Ci sono diverse teorie sull'origine della parola "Ouzo". La più accreditata e storicamente documentata ha a che fare con il commercio internazionale del XIX secolo. All'epoca, la Tessaglia esportava bozzoli di seta di altissima qualità verso Marsiglia, in Francia. Per indicare la qualità superiore di questo carico, sulle casse veniva scritto in italiano/francese commerciale: "Uso Massalia" (ovvero "Da utilizzare a Marsiglia"). La storia racconta che, intorno alla fine dell'Ottocento, un medico militare turco o un commerciante di passaggio a Tirnavos assaggiò il liquore locale aromatizzato all'anice. Trovandolo di una qualità eccezionale e superiore a qualsiasi altra cosa, esclamò: "Ma questo è 'Uso Massalia'!", intendendo dire che era un prodotto di prima scelta. Da quel momento, la parola venne ellenizzata in "Ouzo" per indicare il liquore stesso. Per il resto gli Ouzo sono un po’ tutti uguali, anche nelle etichette. Il nome dell’azienda che lo produce in alto, spesso in un tassello nero molto visibile, quindi la definizione del prodotto con qualche ghirigoro e la gradazione alcolica (molto alta) in basso. In questo caso abbiamo anche un scritta in corsivo “anticato” che parla di un uso da aperitivo. A chi piacendo.
