Parliamo prima del vino: si tratta di un esperimento e di una scommessa personale e territoriale. Sui Colli Bolognesi il Pinot Nero non è esattamente il vitigno più comune (prevalgono Pignoletto e Cabernet), ma la Tenuta Santa Croce possiede alcune vecchie vigne di circa 30 anni esposte a levante. All’inizio dell’attività queste uve venivano utilizzate in uvaggio con il Cabernet Sauvignon per produrre la riserva aziendale che si chiama “Sermedo”. Nel 2018, grazie alla collaborazione con un noto ristoratore della zona, la cantina ha deciso di vinificarlo e imbottigliarlo in purezza, dando vita al “P?not!”. E veniamo al nome del vino: gioca ironicamente sul fatto che molti non si aspetterebbero un Pinot Nero proprio lì ("un Pinot? No!" = Pinot!"). La produzione è molto limitata: di questo vino, essendo ottenuto con pochissimi filari storici, nascono poche bottiglie ogni anno. Spesso i vini prodotti in micro-quantità o in edizioni quasi "sperimentali" non vengono inseriti stabilmente nei cataloghi standard per cui non lo troverete nel sito e nemmeno… in commercio! (Almeno non tanto facilmente). E’ un vino "da ristorazione" o destinato a una cerchia ristretta di appassionati e clienti diretti in cantina. Insolito il vino, insolita l’etichetta. E’ tutto quello che possiamo aggiungere.
