Un vino (più di uno, in gamma, naturalmente) che rivela un progetto più esteso che riguarda turismo, gastronomia e storia. Il fulcro è Napoli con le vigne tutte intorno. Ma partiamo dal nome che per affinità dialettali sacrifica una “z”: “Mezanotte”. Cosa ci dice chi ha generato l’idea? “Al centro del progetto si colloca il vino “Mezanotte”, un prodotto che incarna non solo l’eccellenza vinicola campana, ma anche il mistero e il fascino della notte napoletana, intesa come momento di rivelazione di antiche storie e tradizioni. La scelta del nome “Mezanotte” non è casuale: evoca un’atmosfera sospesa tra il sacro ed il profano, tra la storia e la leggenda, perfettamente in linea con le sfumature culturali che il progetto intende esplorare. Ogni sorso di “Mezanotte” sarà un invito a scoprire un pezzo della storia di Napoli, dalla sua viticoltura millenaria alle sue superstizioni più radicate”. L’etichetta è particolare: fondo giallo stellato, un cornetto rosso spicca nell’illustrazione. Una luna, un sole, un pampino di vite, le sagome di una coppia di persone. Alla base il mare. E nel caso specifico di questa bottiglia il nome del vitigno, il Greco. Uno degli autoctoni di questa zona del Sud Italia. L’etichetta si fa notare, questo è certo. Anche per quella svista assolutamente voluta della mancanza di una “z” (quella che c’è viene sottolineata con un inchiostro dorato). Napoli 1891, sotto al nome del vino e del progetto, conferma tradizioni, cuore, passione e creatività. Il vino in tavola farà il resto.
