Le Sabbie Dorate di una Gallura Preziosa


Renadoro, Vermentino di Gallura, Vigneti Zanatta.

La preziosità di questo Vermentino sardo risiede certo nelle sue volte aromatiche, nel suo colore carico, nel prestigio della zona vinicola premiata con la DOCG, nel prodotto in sé, insomma. Ma anche nella veste che il produttore ha deciso di adottare. L’etichetta, dunque. Uso equilibrato dell’inchiostro dorato, innanzitutto, che incornicia, nella parte centrale, la riproduzione di un’opera pittorica. E in basso, fornendo preziosità al nome dell’azienda, insieme a un carattere graziato. Un packaging che dà la precedenza alla trasparenza, lasciando ampio spazio al solo vetro chiaro, a tutto vantaggio della naturalezza del colore del vino, dorato anch’esso. L’opera d’arte viene subito in evidenza, riquadrata al centro. Non di meno, con eleganza, alla base troviamo un tassello nero che evidenzia anche la denominazione, come detto sopra, di prestigio. E il nome del vino? Rapido, validante, creativo, laddove un neologismo pone insieme l’antica (e un anche un poco dialettale) forma verbale di sabbia, ovvero arena, con la sinergica citazione dell’oro, qui intesa come colorazione magica di un calar del sole non così immaginario. L’operazione di comunicazione riesce, quindi, nell’intento di fornire collocazione, tradizione, valori, sensazioni e sentori che si rispecchieranno poi nella fruizione del prodotto. Nel calice, a tavola, magari proprio al tramonto, sul mare, su bocche conviviali davanti alle Bocche di Bonifacio.