Sui Lieviti con Levità

Zurlie, Frizzante “Col Fondo”, Massimago.

Coinvolgente questo “Zurlie” del produttore veronese (in Valpolicella) Massimago. A partire dalla spiegazione del nome aziendale: dal latino “Maximum Agium”, massimo benessere. Molto interessante anche la gestione della comunicazione che vede un sito ben realizzato e ricco di idee, oggi a cura di Camilla Rossi Chauvenet, discendente della famiglia Cracco, da sempre proprietaria del complesso vitivinicolo. Ma vediamo questo vino-birra, categoria molto di moda, cioè un rifermentato in bottiglia (con tappino a corona, ma forse visti i tempi che corrono meglio usare l’espressione “in metallo”) da vitigni autoctoni (non meglio precisati). Il nome del vino, “Zurlie”, è una chiara deformazione della dizione francese “sur lie”, cioè sui lieviti. Con la “Z” iniziale fa un po’ mago Zurlì e aggiunge foneticamente un giusto brio. Nell’etichetta, oltre al nome del vino, vediamo una illustrazione ad opera di Franco Chiani, che l’autore ha chiamato “Uomo Senza Tempo”. Bel concetto, di ampio respiro, espresso con un uomo con la testa a orologio ma senza lancette, che sono state tolte, forse dall’uomo stesso, e giacciono davanti a lui appoggiate sul tavolo. Attira l’attenzione e fa pensare: due risultati allo stesso (non) tempo. Originalità e spessore. Molto bene. E infine la bella frase che nella pagina web di descrizione del vino così lo glorifica: “Le bici appoggiate, due bicchieri nascosti nello zaino, una vista mozzafiato. Una piccola sorpresa per meritarsi un bacio”.